Istituto Alfred Adler di Milano

seminari

news

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001.
Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi a webmaster@scuolaadleriana.it che provvederà alla loro pronta rimozione.

Edonismo o filantropia? Quale felicità per il nostro corpo?

Un recente studio della University of North Carolina at Chapel Hill ha evidenziato come il nostro benessere fisico sia influenzato, in maniera differente, da una felicità di tipo “edonistico” e da una felicità di tipo “filantropico”.

 

Proviamo a vedere come.

Che mente e corpo siano due facce della stessa medaglia è, oggigiorno, opinione condivisa dalla comunità scientifica e, anche in questo, Alfred Adler aveva precorso i suoi tempi.

Altro fatto assodato è che lo stress cronico sia responsabile di sofferenze psicologiche e fisiche; in una precedente ricerca, Steven W. Cole e collaboratori avevano dimostrato come la condizione di stress prolungata potesse favorire un incremento dell’espressione genica responsabile di alcune patologie, tra cui le artriti e le malattie a carico dell’apparato cardio-circolatorio, e un decremento dell’espressione dei geni deputati alla risposta immunitaria.

Quindi, verrebbe da dire, non importa quale sia la fonte del nostro benessere psichico; ogni forma di felicità offre lo stesso tipo di aiuto al benessere fisico?

Niente di più sbagliato!

La nuova ricerca, coordinata da Barbara L. Fredrickson, i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso 29 luglio, intendeva evidenziare le influenze sul piano biologico della felicità di tipo “edonistico”, e di quella che potremmo definire “filantropica”, sul genoma umano.

In particolare, lo studio si proponeva di verificare l’influenza dei due tipi di felicità sull’espressione genica delle cellule del sistema immunitario.

Il risultato della ricerca ha evidenziato che il benessere psichico non ha sempre effetti positivi sulla nostra risposta immunitaria. Infatti, il nostro corpo sembra rispondere meglio alla felicità generata dalla condivisione con l’altro e dalla socialità.

I piccoli piaceri quotidiani, quelli semplici, edonistici, forniscono una felicità a breve termine che, per usare una metafora alimentare, consuma l’equivalente emotivo di zero calorie e, nel lungo periodo, produce effetti negativi per il nostro corpo.

Invece, alla felicità che origina da attività socialmente utili, con scopi che potremmo definire “filantropici”, o comunque, “al servizio dell’altro”, si associa una significativa riduzione dello stress e, quindi, una migliore risposta del sistema immunitario.

In una prospettiva adleriana, lo studio sembra confermare le originali intuizioni di Alfred Adler che, già all’inizio del secolo scorso, intravedeva nel suo concetto di Sentimento Sociale il barometro della normalità e del benessere.

Il Sentimento Sociale adleriano rappresenta un’istanza posta al servizio di due obiettivi fondamentali: l’interesse comunitario e la compartecipazione emotiva.

L’interesse comunitario si esprime nell’intima necessità di cooperare con la collettività in cui l’individuo vive; la compartecipazione emotiva rappresenta un processo dinamico mediante cui l’individuo condivide emozioni con i propri simili.

La felicità frutto di uno spirito comunitario con scopi condivisi, e non legati ad una logica privata, rappresenta una meta che, oltre a farci vivere un reale, e non fittizio, benessere psichico, aiuta il nostro corpo a conservare sano il suo sistema immunitario.

 

Commenti  

#1 docente socio 2013-11-25 22:16
moooolto interessante!!
#2 Francesca G. 2013-12-10 10:09
E' incredibile come sia vero. Ho avuto periodi bui in cui non avevo alcun interesse per gli altri ed ero concentrata solo sul mio corpo che continuava ad ammalarsi, raffreddori, tossi, infezioni di vario tipo.
Il mio percorso di rinascita è cominciato con una psicoterapia. Ora faccio volontariato e mi interesso agli altri in tanti altri ambiti, non sono più concentrata su me stessa e anche nella brutta stagione non ho tutti i malanni di prima.
Bravi!

Aggiungi commento

L'Istituto Alfred Adler di Milano dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati ai post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di terze persone, osceni, volgari, che violino in qualsiasi modo leggi e/o normative o il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione per altre ragioni, verranno insindacabilmente rimossi.


Codice di sicurezza
Aggiorna

archivio