Il Pensiero

Alfred Adler, uomo pragmatico e saggio, “Confucio dell’occidente” (M. Sperber, 1926)

La Psicologia moderna è certamente in debito nei confronti della teoria della Psicologia Individuale, per il suo impegno e i suoi contributi sul piano clinico, educativo, sociale e politico. Le intuizioni adleriane hanno costituto la pietra miliare da cui molti psicoanalisti hanno successivamente attinto (H. F. Ellenberger, 1970).

La Psicologia adleriana raccoglie i fermenti in trasformazione presenti nella cultura del suo tempo e li traduce in una interpretazione innovativa della psiche e dei comportamenti umani.

L’orientamento teorico è di tipo olistico, fenomenologico e teleologico

Bisogni, valori e aspirazioni alla massima realizzazione possibile sono le basi motivazionali che guidano il movimento dell’uomo, all’interno della imprescindibile matrice relazionale.

L’individuo, spinto da motivazioni e bisogni, si muove inconsciamente lungo una linea dinamica, che lo conduce al raggiungimento della meta di perfezione che si è dato. Se riesce a raggiungere questo fine in modo cooperativo e in compartecipazione emotiva con i suoi simili, ovvero si muove sul “lato utile della vita”, si garantisce l’equilibrio psicofisico necessario alla salute e al benessere mentale.

La  condotta umana è una proiezione del Sé nel futuro piuttosto che esito di eventi preesistenti. La mente diviene ideatrice di un piano di vita.

L’opera adleriana nasce da esperienze di vita sul campo del suo fondatore.
La famiglia di Adler costretta, per ragioni economiche, a trasferirsi in pochi anni da un sobborgo all’altro della periferia di Vienna, entra in contatto con ambienti socio- culturali diversi e  sperimenta l’integrazione sociale che caratterizzerà il pensiero adleriano.

Inoltre, le prime esperienze di medico di base, in un contesto di campagna, consentono ad Adler di avvicinare molti pazienti di varie estrazioni socio economiche e di osservare le correlazioni e le reciproche influenze tra psiche e malattie organiche.

Adler benda la mano di una bambina che si è ferita giocando

 

La Pedagogia diviene profilassi delle nevrosi

Adler osserva che dietro la nevrosi, la psicopatia e la delinquenza si cela una tragedia evolutiva. Ritiene che il problema educativo sia sottovalutato da genitori e insegnanti e si impegna attivamente in una educazione anti autoritaria, praticata con amore e compassione, che incrementi l’autostima ed infonda fiducia necessaria per assumere con coraggio le responsabilità e gli impegni necessari che la vita richiede. Propone in modo sorprendentemente lungimirante un’educazione aperta e democratica.

Il bisogno affettivo del bambino, se adeguatamente nutrito, consente la migliore integrazione possibile nella vita della comunità di appartenenza e l’armonica relazione tra gli esseri umani, che favorisce in termini più generali l’avanzamento e il benessere della società.

L’educazione del bambino è uno dei compiti più impegnativi che l’uomo possa darsi, pertanto la formazione degli insegnanti e il sostegno fornito alle famiglie divengono  un punto nodale. Spesso si osservano disturbi psichici che si trasmettono per generazioni e vengono erroneamente imputati alla ereditarietà, ignorando completamente l’influenza delle modalità educative disfunzionali.

Adler tiene una lezione di Psicopedagogia ad un gruppo di insegnanti

Il senso della vita umana è un processo volto al superamento di una condizione di inferiorità, limitazione e insicurezza che appartengono a tutti gli uomini, ovvero degli ostacoli posti dalla natura, attraverso uno slancio vitale, determinato inconsciamente da una finalità.

Ciascuno però definisce, inconsapevolmente, in   modo originale, unico e creativo il proprio “senso “ della vita, attraverso il raggiungimento di fama, danaro, stabilità familiare, ecc.

La spinta evolutiva innata ha consentito all’uomo, nel suo corso evolutivo, di raggiungere il progresso attraverso lo spirito di solidarietà e il Sentimento Comunitario, consentendogli una evoluzione culturale, spirituale e sociale.

Adler sottolinea l’importanza del ruolo femminile e della cooperazione tra i sessi come motore primo del progresso della collettività. Il suo pensiero risente dell’influenza della moglie Raissa Epstein, intellettuale russa, anticonformista. Ne scaturisce l’auspicio della valorizzazione della donna e del suo impegno in ruoli sempre più paritari.

Adler, contrariamente a qualsiasi forma di ortodossia, propone e invita alla ricerca continua.

“Il nostro vero compito sarà la pratica: nessuna educazione può essere costruita nel vuoto.

Dovrete combattere con le difficoltà che derivano da interpretazioni

diverse dalla ricerca scientifica…”

 Alfred Adler, 1930